Melancholy, Edvard Munch, 1894, Oslo presso il Museo dedicato all’artista.

Il potere delle emozioni

Tutti i giorni proviamo emozioni, alcune piacevoli e altre spiacevoli ed è nella nostra istintiva natura provare ad allontanare quelle più negative.

Moltissimi studi, anche molto recenti legati alle neuroscienze, hanno confermato che le emozioni sono strettamente collegate al nostro organismo.

Ci sono forti correlazioni tra alcuni nostri disturbi fisici e le emozioni che proviamo, sono le emozioni a cui non abbiamo dato ascolto e che sono rimaste inespresse.

Ma perché certe emozioni si sfogano sul nostro fisico? Cerchiamo di approfondire l’argomento in questo articolo.

 

Disturbi psicosomatici provocati dalle emozioni inespresse

La relazione tra psicologia e medicina genera la ricerca psicosomatica ed è, in particolare, proprio quest’ultima che indaga cosa sono capaci di produrre le emozioni sgradevoli, a partire dal nostro cervello fino al nostro corpo.

È interessante anche il percorso inverso, cioè le emozioni negative come angoscia e insofferenza prodotte dal male fisico che percepiamo e, questo, ci fa riflettere ancor di più sul potere della nostra mente e su ciò che ci fa provare.

Quando la nostra mente (psiche) crea un’alterazione sul corpo (soma), si parla di malattia psicosomatica. Cause psicosomatiche come lo stress e l’ansia possono far insorgere o peggiorare alcune malattie come, ad esempio, quelle della pelle, dello stomaco, del cuore, tensioni muscolari, pressione alta, mal di testa e abbassamento delle difese immunitarie.

A volte lo facciamo senza accorgercene, altre volontariamente, ma tendiamo a reprimere proprio le emozioni che non ci piacciono facendo prevalere in modo eccessivo il pensiero razionale. Talvolta fingiamo con noi stessi e con gli altri che vada sempre tutto bene quando, in realtà, non è affatto così. Ci sono persone che cercano di distrarsi da loro stesse abusando di cibo, alcol o droghe, oppure manifestando altre dipendenze come il gioco, la dipendenza affettiva, ecc.. Ma in questo modo viene dato a queste brutte sensazioni il via libera per farsi strada autonomamente ed esplodere sul nostro fisico sotto forma di disturbi, dolori e patologie.

 

Cosa fare per salvaguardare il nostro corpo e la nostra mente?

Non solo il nostro corpo ma anche la nostra mente può risentire di un simile circolo vizioso. Se continuiamo a non esprimerci rimanendo in disaccordo con i nostri reali bisogni e a non accogliere le nostre vere emozioni, fingendo che non esistano, il nostro cervello, oltre a mandare impulsi tossici al nostro organismo, ci rende apatici, vuoti, depressi e incapaci di gioire anche delle emozioni positive che vorremmo, invece, accogliere nella nostra quotidianità.

Un esercizio da cominciare subito? Iniziare a guardare in faccia le proprie emozioni. Solo prendendone consapevolezza, accettandole e lasciandole libere di manifestarsi, potremo affrontarle. Solo ascoltandole senza confinarle in un angolo buio della nostra mente, possiamo dare loro sfogo in modo sano e naturale, senza correre il rischio che “facciano da sé” perché quel che è certo è che non spariranno! Nessuna bacchetta magica potrà farci correre al riparo da paura, tristezza, rabbia (ricordiamo anche che queste emozioni in alcuni casi hanno una loro funzione positiva), ma solo trovando il giusto modo di incanalarle potremo sentirci meglio: dipende solo da noi!

Facile a dirsi ma come si fa? Anche i piccoli segnali che ci arrivano dal nostro corpo e dalla nostra mente possono essere validi messaggeri. Spesso lo dico ai miei pazienti che è importante diventare buoni osservatori di sé stessi e accorgersi delle piccole spie che si accendono: sono avvisaglie che si manifestano sia attraverso sintomi fisici che come disagi emotivi. Porre attenzione a noi stessi significa prevenire il sopraggiungere di qualcosa di più brutto o l’aggravarsi di qualcosa che è già in atto.

Lo step successivo sarà quello di non avere paura di esprimere le nostre debolezze a noi stessi e agli altri; le nostre paure saranno la nostra forza e non è una frase fatta sapendo che, aprendoci in modo onesto, sincero e coerente con noi stessi, sarà anche più facile e naturale instaurare relazioni di valore con altri esseri umani.

Prendere esempio dalla spontaneità dei bambini può esserci utile per vedere come le emozioni possono scorrere senza barriere né costrizioni che, purtroppo, siamo portati a costruirci in età adulta, recuperando quella rara capacità di essere autentici.

 

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